Veltroni ospite a Ballarò: “Partiamo aumentando salari e pensioni”

Un no fermo al reato d’immigrazione clandestina, l’indicazione di utilizzare le risorse aggiuntive non per tagliare l’ICI ma per agire sulla contrattazione di secondo livello, un si convinto alle riforme istituzionali condivise.
Sono i temi principali trattati dal segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, durante la puntata di Ballarò del 20 maggio.
Introdurre il reato di immigrazione clandestina è “un approccio sbagliato nella sostanza perché così non si distinguerebbe tra i 650.000 clandestini chi lavora, come le 300.000 badanti, e chi delinque. Così diventerebbero tutti perseguibili con gravi conseguenze sui tempi della giustizia e sulle carceri che già scoppiano. Sarebbe più razionale – ha osservato Veltroni – cercare i criminali, tenerli in carcere fino al processo per direttissima e poi espellerli subito come era previsto nel pacchetto Amato. E poi è fondamentale l’effettività della pena.
E sul problema rifiuti ha detti: “Mi auguro che il governo risolva questa emergenza ma non vedo quelle grandi sorprese annunciate in campagna elettorale”.
Abolire l’Ici? Piuttosto sosteniamo l’affitto. “Piuttosto che intervenire su Ici e detassare gli straordinari sarebbe meglio agire dove c’è più bisogno”. Veltroni è stato chiaro. “Anziché detassare gli straordinari non sarebbe stato meglio fare quello che può mettere insieme aumento dei salari e della produttività, cioè sostenere la contrattazione di secondo livello? Anche sulla questione dell’Ici: probabilmente sarebbe più giusto usare parte di quelle risorse per interventi a sostegno dell’affitto”. In generale, “se si hanno cinque miliardi bisogna metterli dove c’è più bisogno, ad esempio aumentando salari e pensioni”.
Un dialogo per il Paese. “Proviamo, per una volta, a chiederci se ci guadagna il Paese”. Così il segretario del PD ha risposto alla domanda su cosa si guadagna dal clima di dialogo instaurato con il premier. “Veniamo da 15 anni di conflitto termo-nucleare tra le forze politiche ma non ci sono state le grandi riforme necessarie al Paese. Il nostro interesse è creare le condizioni per cui cadano i muri ideologici e si faccia una competizione basata sui programmi e gli schieramenti”. La stessa posizione tenuta in campagna elettorale: “Non cambio idea, la pensavo così e continuo a pensarla cosi, non ho cambiato idea, se lo facessi sarei irresponsabile. L’Italia ha bisogno di alcuni cambiamenti e il dialogo con Berlusconi e’ su questo. Se non lo facessi, verrei meno a una delle funzioni del Pd, cambiare le regole del gioco”.
“Berlusconi è stato premier quattro volte, se l’Italia è in questa situazione è anche colpa sua, gli è mancato il senso dello Stato”. Mentre rispetto alle accuse della Sinistra Arcobaleno che attribuisce al “voto utile” la sua debacle è stato chiaro: “La sinistra deve analizzare le ragioni della sconfitta, anziché dedicarsi allo “sport” di dire che la colpa è del Pd. A me dispiace, mi spiace per la democrazia italiana. Però mi piacerebbe che loro ragionassero sulle ragioni di questa sconfitta”. Veltroni cita la situazione di Napoli, ricorda che la sinistra ha “costantemente logorato le scelte più riformiste del governo, non ha capito che cosa era il pacchetto sicurezza. Queste sono le ragioni della sconfitta della Sinistra arcobaleno”.
Il segretario ha tratto anche un bilancio della campagna elettorale: “La partita era molto difficile. Purtroppo l’esperienza di governo del vecchio centrosinistra è stata costellata da moltissimi problemi. Nel 2006 c’era stato un risultato difficile, stentato, in un ramo del Parlamento c’era un sostanziale pareggio, mancavano i voti, servivano i senatori a vita. Romano Prodi è un ottimo uomo di stato e di governo, ma la maggioranza era una specie di tripudio del contrasto, Bertinotti definì Prodi un poeta morente… Ci sono stati provvedimenti sbagliati come l’indulto, la formazione del governo con 102 persone. Aggiungo che il vento che spira in Europa non è positivo”. Ma con note positive: “Oggi il centrosinistra per la prima volta nella storia di questo paese ha una certezza, un grande partito del 34%, che l’Italia non ha mai avuto”.

www.partitodemocratico.it

 

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