Bene i toni nuovi ma ora servono fatti. Le reazioni del PD al discorso di Berlusconi alla Camera

L’auspicio è che il confronto con l’opposizione “non generi risse ma un dialogo trasparente”. E’ l’augurio di Silvio Berlusconi durante il discorso per il voto di fiducia rilasciato oggi alla Camera dei Deputati. Un discorso che ha ricevuto ovviamente la “standing ovation” di tutto il Pdl, qualche applauso bipartisan e ha visto perfino la stretta di mano fra il Cavaliere e i senatori Pd Tonini e Latorre. Che le cose stiano realmente cambiando? Chi può saperlo. Per ora al Pd ci si va cauti. E’ vero che la telefonata fatta da Berlusconi a Veltroni è senz’altro un segno, il segno di una probabile al momento apertura, così come il riconoscimento da parte del nuovo premier del governo ombra varato dal PD, è anche vero però che il discorso fatto da Berlusconi, per quanto apprezzabile, non soddisfa pienamente deputati e senatori del PD.

Berlusconi ha parlato di crescita, di innovazione, di detassazione, di agevolazioni fiscali, di sicurezza, e poi di aborto e immigrazione, naturalmente di conti pubblici, che, come ha precisato “bisogna tenerli in ordine”. Insomma ha parlato delle solite cose che si sono sentite in campagna elettorale e si è anche rivolto al Pd lodando appunto lo shadow cabinet. «Il gabinetto ombra è una tradizione anglosassone che può essere d’aiuto – ha specificato nel suo lungo intervento – in particolare sulle ben note urgenti modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico e istituzionale». Un discorso ben confezionato che strizza l’occhiolino agli italiani, e che naturalmente contiene diverse sfumature, che non sono piaciute agli esponenti del Partito Democratico.

Dario Franceschini, vice segretario del PD, ha apprezzato i toni usati dal premier Berlsuconi ma ovviamente si riserva di dare un giudizio sui “fatti”. Insomma un invito ad aspettare che il nuovo governo si metta all’opera per poi giudicare.
“Naturalmente – ha dichiarato Franceschini – non basta il tono e la cortesia parlamentare; servono i fatti. Noi – ha aggiunto – faremo un’opposizione disposta a dialogare nella scrittura delle regole, pronta a incalzare sui contenuti ma anche pronta ad alzare la voce quando ce ne sarà bisogno”.
Insomma niente sconti sembra ribadire Franceschini a Berlusconi che dello shadow cabinet ha un’idea un pochino diversa.
Dello stesso avviso Piero Fassino, ministro degli Esteri del governo ombra, che del discorso ha apprezzato i toni ma avverte: “Ai toni ora deve corrispondere la sostanza”. E aggiunge: “Abbiamo annunciato enunciazioni programmatiche su obiettivi generali e ora bisogna verificare in concreto come gli obiettivi si realizzeranno. Da parte del PD chiarisce Fassino ci sarà un’opposizione” né sorda né pregiudiziale ma incalzeremo il governo su problemi e aspettative degli italiani”.

Per Castagnetti il discorso del Cavaliere è stato “pastoso come un budino: per ora sta in piedi perché è nello stampo ma per vedere se sta in piedi bisogna rovesciar lo stampo e controllare”. Insomma fuor di metafora Castagnetti aspetta concretamente di capire “quale sarà il federalismo fiscale di cui parla, quale sarà il Cda Rai che uscirà fuori”. Insomma come spiega “saranno queste le cose che riveleranno la fisionomia reale del governo”.

Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori PD è convinto che oggi “abbiamo riascoltato i titoli dei discorsi che hanno caratterizzato la campagna elettorale, enunciati con i toni sicuramente misurati e apprezzabili, ma siamo ai titoli”. La preoccupazione maggiore per Latorre sono questioni più urgenti. “Anche su alcune questioni più urgenti come Alitalia – ha aggiunto Latorre – ci si aspettava delle informazioni più puntuali, ma non mi pare che queste siano venuti”. Per quanto riguarda il dialogo col PDL sui temi istituzionali, il senatore PD ribadisce l’apertura del Partito democratico ma precisa che “anche qui verificheremo che cosa significhi assetto federale, federalismo fiscale, quale idea delle modifiche della Costituzione e della legge elettorale si abbia in mente”. Latorre si augura l’accordo ma ripete che “siamo ancora agli inizi di un confronto che si deve riempire di contenuto”.

Assolutamente deludente è invece l’idea che si è fatta Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia del PD, del discorso del leader PDL., almeno per quanto riguarda la parte dedicata alla giustizia.
“I toni usati – ha spiegato Tenaglia – sono stati concilianti e di dialogo. Aspettiamo di vedere i fatti. Sulla giustizia però è deludente perché molto generico”. E precisa: “L’unica affermazione che ho colto è quella che si vuol far funzionare la giustizia prevedendo più risorse e migliori condizioni di lavoro per magistrati, personale amministrativo e forze dell’ordine, una cosa che stavamo facendo noi con la legge sull’ufficio del processo”. Ma Tenaglia è convinto che se il nuovo governo “vuole continuare sulla strada dell’efficienza per la giustizia, è opportuno che dica qualcosa di più preciso sulla riforma del processo, in particolare su quegli interventi che sono indispensabili come la riforma della prescrizione”.

Matteo Colaninno, ministro per lo sviluppo economico nel governo ombra PD, ritiene che il tono nuovo usato dal premier “aprirà una fase politica diversa” ma annuncia che “l’opposizione non si arroccherà in un estremo isolazionalismo”. Poi ha auspicato a “un confronto sui grandi temi della politica interna ed estera che necessitano di una discussione seria, aperta e congrua tra le parti”. Per Colaninno è necessario che il ceto politico “torni ad essere una guida morale del Paese” perché è sicuro che “un’altra politica è possibile”.

Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD, il discorso del Cavaliere le è apparso generico, è come se c’era “la copertina ma senza il contenuto del libro”. Secondo la Finocchiaro è stato “ricco di titoli ma privo di idee concrete e di una chiara proposta per rilanciare il Paese”. La presidente dei senatori PD ha rinvenuto più che altro da parte di Berlusconi “la volontà di rassicurare il Paese ma ci saremmo aspettati un tasso maggiore di riformismo e di innovazione: non una parola sulle liberalizzazioni, non una parola sulla democrazia economica”.
A questo punto la Finocchiaro sottolinea che “l’atteggiamento e la cifra dell’opposizione del PD dipenderà dalle proposte concrete che l’esecutivo presenterà al Paese”.

Anche Giovanna Melandri, ministro delle Comunicazioni dello “shadow cabinet”, prende atto dei toni diversi ma precisa che” in politica contano i fatti”. E poi va subito all’attacco con la questione Rai, attualmente nell’occhio del ciclone: “Se la maggioranza – ha proseguito la Melandri – dovesse procedere alla nomina del Cda della Rai con la legge Gasparri, allora significherebbe infrangere i bei toni con scelte pratiche sbagliate.

La politica del nuovo governo verrà ovviamente valutata dai fatti. Per ora anche Vittoria Franco, ministro per le Pari Opportunità nel governo ombra, il discorso di Berlusconi è stato troppo “vago su donne e famiglie”. E’ molto facile parlare di politiche per la famiglia e di sostegno alle donne e alla maternità – ha aggiunto la Franco – Berlusconi ha fatto un elenco di desiderata senza neanche scendere nel dettaglio. Noi valuteremo le sue proposte concrete, se – sottolinea la senatrice PD – ci saranno.” Su questo fronte, in particolare rispetto alle priorità, il PD ha le idee ben chiare: “E’ necessario – ha spiegato la Franco – investire sul lavoro femminile e sui servizi e promuovere i diritti delle donne:” In questo senso la Franco ribadisce che il PD si aspetta “la salvaguardia della 194 oltre a un incremento delle risorse a sostegno della prevenzione e della maternità responsabile”.

Disattese per ora che le aspettative degli italiani residenti all’estero. Maurizio Chocchetti, responsabile PD degli italiani del mondo, definisce le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio “a dir poco desolanti”. Addirittura Chiocchetti trova che nell’intervento “non vi è traccia dell’esistenza delle nostre comunità nel mondo”. Si parte veramente male, ripete l’esponente del PD e su questo rilancia l’azione del PD per fa si che il PDL corregga “questa dimenticanza”.

L’augurio di Antonello Soro, capogruppo dei democratici alla Camera dei Deputati, è che Berlusconi avendo già governato per oltre sei anni, “non ripeta errori e azioni che in passato hanno generato un rapporto conflittuale” Anche Soro rileva il tono diverso delle dichiarazioni programmatiche del nuovo premier ma forse dietro questo augurio si nasconde anche qualche perplessità.

www.partitodemocratico.it

 

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