Lavoro che dia futuro

Una repubblica democratica fondata sul lavoro. È la carta d’identità del nostro paese, il primo dei principi fondamentali della Costituzione scritta per tutti gli italiani sessanta anni fa. Troppe volte il lavoro è stato accantonato e non è diventato un diritto. Troppe volte il lavoro invece di dare il pane alle persone ne ha provocato la morte. Troppe volte quel diritto è diventato un sogno, contrabbandando come lavoro a chi firma un contratto solo uno stato di precarietà. Primo maggio festa del lavoro per ricordare chi perde la vita sul lavoro, chi perde il lavoro, chi perde il sonno alla ricerca eterna di un lavoro, chi offre lavoro, chi lo trova e riesce a dare un senso alla sua vita proprio in questa dimensione. Per questo abbiamo scelto di raccogliere alcune voci del Pd, alcune voci del Pd Network.
“Primo Maggio un significato speciale, rinnoviamo l’impegno per la sicurezza”
Commento di Antonio Boccuzzi
“Questo Primo Maggio, dedicato al tema della sicurezza, assume per me un significato speciale e rappresenta l’occasione per rinnovare con ancor più forza il mio impegno dentro e fuori il Parlamento per il rispetto della dignità e la tutela della vita di ogni singolo lavoratore, in particolare per coloro che svolgono mansioni logoranti e conoscono la fatica del lavoro fisico e per coloro che vivono quotidianamente l’insicurezza di un impiego precario, la vergogna del mobbing, l’essere sviliti da uno stipendio non dignitoso. Il riferimento al Primo maggio evocato dal presidente dalla Camera, Gianfranco Fini nel su discorso di insediamento, può essere un primo passo per iniziare un dialogo sul fronte della prevenzione degli incidenti sul lavoro, un obiettivo indispensabile per un Paese che registra 1300 morti bianche all’anno, quasi una ogni sette ore, una realtà inaccettabile”.

“Il primo pensiero alle morti bianche e precarietà”
Commento di Achille Passoni
“Quest’anno il primo pensiero va alla drammatica problematica delle morti bianche, cui è dedicata la giornata del primo maggio. Già dall’inizio dell’anno si contano centinaia di morti. Il Governo Prodi ha messo ordine alla partita della sicurezza, con l’emanazione del recente decreto, considerato uno dei più avanzati a livello europeo. Purtroppo il centrodestra, neanche si è insediato, e già minaccia di cambiarlo. Sappiano fin da ora che gli daremo battaglia e che non devono provare a toccare quel decreto. Il primo maggio è anche una festa che mette in fila tutte le problematiche legate alla questione lavoro, come il precariato. Penso ai giovani che entrano nel mondo del lavoro alla ricerca di stabilità, di un rapporto di lavoro che consenta loro di pensare al futuro. Il PD in questo senso nel suo programma di governo prevedeva 1000 euro a tutti i lavoratori non contrattualizzati con un salario minimo. Bisogna innanzitutto rispondere al dato che questi giovani non sono solo precari, ma nella loro precarietà sono sfruttati. Ora vedremo cosa farà in questo senso il nuovo governo. Sono pronto a giurare che questa problematica sarà sempre appannaggio del centrosinistra”.

“Una festa modiale, ci racconta i problemi di milioni di lavoratori”
Commento di Paolo Nerozzi
La festa del lavoro è una festa mondiale. Ci racconta dei problemi non solo del nostro Paese, della precarietà, delle insicurezze degli operai ma anche di milioni di lavoratori che non hanno diritti dalla Cina all’Asia. I grandissimi problemi di precarietà si legano ai problemi sindacali in tutto il mondo. In tanti Paesi ancora oggi fare sindacato significa rischiare di andare in carcere o di morire. La festa del lavoro ci racconta di un mondo globalizzato dove i nostri problemi si legano a quelli dell’operaio cinese che non si vede riconosciuti alcun diritto e nessuna tutela. Il programma del Pd è un’importante risposta alla precarietà e al lavoro nero, che va combattuto attraverso incentivi alle imprese e con una lotta senza quartiere all’evasione fiscale, come aveva iniziato a fare il governo di centrosinistra.

“Il lavoro è la realizzazione della persona, restituiamogli valore e dignità”
Commento di Matteo Colaninno
“L’Italia deve restituire valore e dignità al lavoro. Il lavoro è la realizzazione della persona umana. Io in questi anni, come presidente dei giovani industriali, ho costruito un dibattito culturale nel mondo dell’impresa che avesse nella centralità dell’uomo e della donna il primo valore per un’impresa responsabile. Ho declinato il concetto di ‘economia dell’uomo’ come primo presupposto per creare crescita e benessere”.

“Tutti i lavoratori vanno tutelati, vanno affrontati i cambiamenti”
Commento di Alessia Mosca
“La festa del lavoro ha un significato particolare nel 2008 per due motivi principali: il primo riguarda il dramma della morti bianche e l’assoluta necessità di una maggiore sicurezza sul lavoro; il secondo invece tocca tutti i cambiamenti cui il mondo del lavoro è stato soggetto in questi ultimi anni, dalla questione dei contratti a quella dei salari. Oggi i lavoratori tutelati sono solo una parte, mentre c’è tanta gente che lavora che non viene riconosciuta come ‘lavoratore’. La festa del primo maggio è un’occasione per discutere e capire. Quanto al nostro Paese, occorre che maggioranza e opposizione collaborino per rendere più semplice il mondo del lavoro in Italia. C’è bisogno di una nuova fase che veda impresa e mondo del lavoro non come nemici ma uniti nell’obiettivo di crescere”.

“E’ la festa di tutti i produttori, la festa di chi lavora”
Commento di Massimo Calearo
“Adattando il significato del primo maggio ai nostri giorni, dobbiamo parlare di una festa di tutti i produttori: dagli operai agli imprenditori. Occorre essere più attenti agli interessi di tutti, ed è in questa direzione che si muove il PD: la grande idea che coltiviamo è quella di un patto tra produttori. Il primo maggio è un’occasione per rilanciare questa idea. Si tratta della festa di chi lavora, non dei fannulloni”

SAZZER da PdNetwork

E’ la festa del 1° maggio, la festa di ogni lavoratore.
(…) E’ un momento molto delicato, l’economia soffre, il mercato asiatico sta togliendo ossigeno alle nostre imprese, i nostri politici non ci aiutano. Il mondo del lavoro è in affanno!

Un anno fa, per l’occasione del primo maggio, feci un post riguardante la sicurezza sui posti di lavoro. Un anno è passato ma, di lavoro, si continua ancora a morire! Non è bastato il rogo alla ThyssenKrupp, non sono bastate le prese di posizione di politici e governanti, nulla si sta facendo per diminuire questo scempio. Il lavoro deve servire per vivere non per morire!

www.partitodemocratico.it

 

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