Primo Maggio: redditi e sicurezza. I sindacati a Ravenna

Sara’ un Primo Maggio all’insegna della tutela dei redditi e, soprattutto, della sicurezza, quello che si celebrera’ quest’anno in tutta Italia, con oltre 100 manifestazioni in giro per il Paese e quella nazionale che si terra’ a Ravenna.

Cgil, Cisl e Uil l’hanno scelta per rievocare il dramma degli incidenti che funestano il mondo del lavoro, quotidianamente e inesorabilmente e che, anche quest’inverno, non ha mancato di scuotere le coscienze dopo i tragici eventi del rogo della Thyssen o di Molfetta.

Ravenna e’ stata infatti teatro di quella che ancora resta la piu’ drammatica tragedia sul lavoro del dopoguerra: la morte dei 13 operai all’interno della Mecnavi, il 13 marzo 1987. E ora, celebrato da solo un anno il ventennale della tragedia, e’ difficile non ricordare le dure parole dell’omelia pronunciate allora dall’arcivescovo Ersilio Tonini: ”uomini ridotti a topi”. Proprio come, vent’anni dopo, a Molfetta o a Torino.

Oggi, infatti, il numero degli incidenti mortali e’ ancora troppo elevato, esagerato. Intorno ai 1.300 morti l’anno e quasi un milione di feriti, con l’Italia che detiene in Europa la maglia nera per numero di incidenti e morti bianche. Oggi che il tema della sicurezza e’ in primo piano, la scelta di Ravenna e’ quindi simbolica dell’importanza della qualita’ del lavoro. E di questo, soprattutto, parleranno i tre segretari delle organizzazioni sindacali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, attesi domani a Ravenna per concludere la manifestazione dal palco allestito ai Giardini pubblici.

Dal palco parleranno della questione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, approvato dal governo uscente poche
settimane fa, ma gia’ oggetto di richieste di modifica. E
parleranno dell’emergenza redditi, il tema caldo gia’ aperto con il precedente esecutivo ma la cui emergenza peggiora ogni mese, di pari passo anche con la crescita del costo della vita, che proprio oggi ha confermato di restare, con il 3,3%, ai livelli piu’ alti mai raggiunti negli ultimi 12 anni.

Lo faranno, insieme, riaffermando con forza lo sforzo
unitario che stanno perseguendo Cgil, Cisl e Uil. Lo faranno preannunciando i passi avanti fatti anche nella stesura di un testo unitario sulla riforma dei contratti da portare al tavolo della trattativa con le imprese. Un passo importante, questo, sia per mettere a tacere quelli che il segretario della Cisl ha definito ”profeti di sventura”, per arginare quell’attacco concentrico che negli ultimi mesi sta tentando di mettere il sindacato all’angolo, sia per evitare che l’annunciata detassazione degli straordinari promessa dal nuovo governo si trasformi, nei fatti, in uno scavalcamento del sindacato.

Da Ravenna i leader di Cgil, Cisl e Uil voleranno quindi a
Roma per assistere al tradizionale concerto di Piazza San
Giovanni. Un Concertone all’insegna del rock, con omaggi alla musica del ’68 e ai 70 anni di Adriano Celentano, con incursioni jazz, ma anche con performance dedicate alla sicurezza sul lavoro per la quale si avviera’ una raccolta di fondi intitolata.

‘Basta morti sul lavoro’, cui contribuiranno anche i proventi del dvd con le immagini dello concerto.

Proprio oggi il possibile prossimo ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi, ha auspicato la fine ”del lungo ’68
italiano”. Cosi’, quello che e’ stato ex sottosegretario
al Welfare e grande amico del giuslavorista ucciso dalle Br, Marco Biagi, vede il Primo Maggio di quest’anno, un momento di svolta che indichi ”la fine di una concezione classista delle relazioni industriali”. Il tavolo per la verifica di questo cambiamento sara’ proprio quello della sicurezza: ”l’obiettivo deve essere riconciliare le parti, perche’ ancor piu’ della sicurezza e’ un valore in se’ la collaborazione tra le parti”, dice Sacconi.

www.partitodemocratico.it

 

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