Un patrimonio a rischio

Air France si ritira. Silvio Berlusconi prima esulta e nessuno capisce il perché, poi chiama in causa il governo Prodi chiedendogli di aumentare il prestito ponte per salvare Alitalia, dopodiché accusa i sindacati e infine annuncia che “saranno inevitabili tagli del personale” nella compagnia di bandiera. Il tutto in meno di quarantott’ore. E’ il caos. E tutte le più pessimistiche previsioni fatte in campagna elettorale sembrano materializzarsi. Ora per Alitalia l’incubo fallimento, dopo l’intervento costato 300 milioni di euro al governo, sembra solo essere rinviato. Della fantomatica cordata italiana ancora non c’è traccia.

L’accusa ai sindacati, si diceva. Oggi Berlusconi non ha trovato alcun argomento alternativo. “Air France – ha detto – si è ritirata in primo luogo per i veti dei sindacati”. Durissima ed immediata la replica, affidata a Guglielmo Epifani, segretario della Cgil: “E’ uno scarico di responsabilità che non fa onore a chi lo pronuncia”. Secondo il leader della Cisl Raffaele Bonanni, la dichiarazione del capo del Pdl è addirittura alla stregua di “una barzelletta”. Messo alle corde, il cavaliere, come spesso gli succede, smentisce, autocensurandosi. “i sindacati – dice – fanno il loro mestiere, e magari avranno avuto anche ragione”.

Chiuso non senza un certo imbarazzo il duro scambio d’accuse con i sindacati, Berlusconi annuncia una cosa da lui ritenuta talmente ovvia da non meritare alcuna menzione in campagna elettorale, in cui invece, si esprimeva in maniera ben diversa: “Saranno inevitabili dolorosi tagli al personale. Bisogna innanzitutto escludere il commissariamento. Il governo (Prodi, ndr) ha dato i mezzi alla compagnia per sopravvivere per i prossimi mesi”.

Alla replica rabbiosa dei sindacati, per cui la boutade di Berlusconi è stato come buttare del sale su una ferita aperta, ha fatto seguito una reazione più moderata, ma ben più efficace. “Il ritiro di Air France-Klm – ha sottolineato Fabrizio Solari, segretario generale della Filt Cgil – è dovuto alle elezioni e all’avvento della nuova maggioranza. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro presentando un’alternativa alla proposta Air France per renderla più gestibile dal punto di vista sociale e se venti giorni dopo aver abbandonato il tavolo della trattativa, Air France ha deciso di ritirarsi non credo ciò sia riconducibile ai sindacati ma al fatto che nel frattempo sono successe tante altre cose come le elezioni ed una nuova maggioranza”.

E mentre si cerca ancora di stabilire le colpe e cercare capri espiatori, il titolo della compagnia di bandiera cala in borsa, anche se meno rispetto a ieri. Nella giornata di ieri, considerato il forte ribasso, il titolo era stato sospeso “in attesa di comunicazioni”. Duro Pierluigi Bersani ministro uscente dello Sviluppo economico: “Basta con i rimpalli e le polemiche, perché quello che è accaduto nella trattativa per Alitalia lo può vedere anche un bambino. La trattativa è stata lineare e Air France-Klm era rimasto l’unico interlocutore sul campo e se ne è andata per motivi che vede anche un bambino. Ieri (concedendo il prestito-ponte, ndr) abbiamo fatto uno sforzo di serietà e responsabilità e la situazione che si annuncia non è agevole, se dovesse aumentare il numero degli interlocutori, il livello dell’offerta si abbasserebbe”. E sull’ipotesi cordata dice: “Non so se c’è, lo saprà Berlusconi. Spero lo dica ai sindacati”.

Per Francesco Rutelli, vicepremier candidato a sindaco di Roma, ha ribadito anche a Ballarò che “Alitalia deve essere salvata. Con l’opposizione all’offerta di Air France si sono messi a rischio migliaia di posti di lavoro, mentre per Roma la compagnia è un patrimonio, quello che è la Fiat per Torino”.

Non usa mezzi termini neppure Massimo D’Alema: “Siamo dovuti intervenire per evitare il fallimento, purtroppo con i soldi dello Stato. Questo è il senso di responsabilità di un governo”. D’Alema si dice “stupito da questo modo di fare sconcertante”, riferendosi ancora agli annunci “di fantastiche cordate” fatti da Berlusconi e che dimostrano “la sua mancanza di serietà. Si è accorto della situazione di Alitalia solo in campagna elettorale”, perciò Berlusconi “ha la principale responsabilità della situazione molto rischiosa che si è creata. Ho visto che stamattina – prosegue il vicepremier – dà la colpa ai sindacati, anche se è stato lui a sabotare la trattativa”. Infine, a proposito del prestito-ponte: “Spero nella comprensione di Bruxelles”.

Tutto ciò mentre l’attività operativa di Alitalia sta andando meglio del previsto e il prestito ponte da 300 milioni consentirà di rispettare gli obiettivi del piano industriale. Lo ha detto il direttore della divisione passeggeri e cargo della compagnia, Giancarlo Schisano, intervistato da SkyTg24: “Il prestito ponte – ha detto Schisano – consente di portare avanti in maniera coerente con quanto previsto nel piano e nel budget tutta l’attività operativa. Mai in come in questo momento l’attività operativa sta andando come previsto, anzi meglio del previsto. I dati dell’Aea (l’Associazione delle compagnie europee ndr) dicono che nel primo trimestre siamo la compagnia più puntuale in Europa tra quelle tradizionali, le cosiddette compagnie di bandiera, la regolarità è molto buona in questo periodo e – ha concluso – ad aprile l’andamento del primo trimestre si sta confermando”.

www.partitodemocratico.it

 

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