Napolitano: «Mantenere viva la Liberazione»

Non si può dimenticare la ricorrenza del 25 aprile, una data che ha un «significato solenne». Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando al Quirinale i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Alla vigilia del 25 aprile, che domani il presidente celebrerà a Roma e, nel pomeriggio, a Genova, Napolitano spiega che «come ho sostenuto anche lo scorso anno a Cefalonia, credo sia importante che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e consapevole la coscienza delle diverse tappe e componenti del processo di maturazione e di lotta che ha condotto il nostro Paese alla Liberazione».

La Liberazione, infatti, aggiunge Napolitano «non fu soltanto il coronamento di una luminosa rinascita» che era stata sognata durante «tutto lo scuro periodo del nazifascismo e della guerra, ma anche e soprattutto una promessa: la promessa di un’Italia nuova, di una vera costituzione dei cittadini, di una democrazia reale, una promessa di sviluppo economico e sociale per tutto il Paese». «Siamo spronati ad un impegno maggiore per mantenere quella promessa» dobbiamo dire che «quei principi vanno vissuti quotidianamente».

Tutti gli italiani, ha detto il Capo dello Stato alla cerimonia ufficiale per l’anniversario del 25 aprile, devono concorrere a «tenere alti i principi ed i valori anche morali che hanno ispirato la stesura del documento fondante della nostra vita democratica, principi che si esprimono nei diritti e nei doveri sanciti nella Costituzione e vanno apprezzati e coltivati».

Alla cerimonia sono intervenuti il ministro della Difesa Arturo Parisi, il presidente del Comitato nazionale permanente delle Associazioni d’Arma generale Calamari, il presidente delle Associazioni combattentistiche e d’Arma Gerardo Agostini e numerosi rappresentanti delle stesse Associazioni. Gerardo Agostini, in un appassionato intervento ha parlato dello scoramento e dell’amarezza che affligge coloro che combatterono con coraggio e con sacrificio la guerra di Liberazione di fronte a richieste di abolire questo anniversario dal calendario della Repubblica. «Queste sono cose da non dimenticare mai. Le istituzioni diano un segnale più forte attorno alla celebrazione di queste date fondamentali affinchè la memoria degli italiani rimanga sempre viva».

«Se l’indifferenza è quello che resta dopo tanti anni», ha ricordato il generale Calamani, eroe di quella parte della Resistenza che fu combattuta dai militari regolari delle forze armate, «quello che abbiamo fatto non è servito a niente: a Cefalonia, a Montelungo, a Sant’Anna di Stazzema. Lo sappia chi dice che il 25 aprile deve essere abolito».

Il ministro Parisi ha ricordato che la data del 25 Aprile rappresenta la conclusione vittoriosa della Lotta di Resistenza e della guerra di Liberazione e che la sua celebrazione resta fondamentale, come pure è fondamentale il ruolo delle Associazione combattentistiche come luogo e strumento per approfondire e diffondere la conoscenza dei valori comuni e di passaggi fondamentali della nostra storia.

www.unita.it

 

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