Premiata all’estero la modernità del PD. Conquistati 9 seggi contro i 7 dell’opposizione

Entusiasmo. È questa la parola che meglio di altre può descrivere l’atmosfera che si è respirata oggi nella conferenza stampa organizzata nella sede del Partito democratico in via Nazionale. Maurizio Chiocchetti, responsabile per il Pd degli italiani all’estero, Eugenio Marino, del dipartimento internazionale del Pd, e Laura Gravini, neoeletta alla Camera nella circoscrizione europea, hanno incontrato la stampa per commentare i risultati del voto degli italiani all’estero.

Da una prima analisi dei risultati di queste elezioni all’estero emergono tre elementi. Uno, le uniche due candidate elette sono Laura Gravini (Pd), la prima eletta in Europa con 25000 preferenze e Giai Mirella, già senatrice Pd, eletta nella circoscrizione dell’America meridionale, con il Movimento associativo all’estero. Due, il Partito democratico ha vinto in tutte le nazioni con le più numerose comunità di italiani. Ed infine, come la coerenza di Nino Randazzo sia stata premiata dai suoi elettori, Randazzo, infatti, nonostante Berlusconi, nella scorsa legislatura, gli avesse offerto del denaro e un sottosegretariato, rimase fedele a Prodi e agli impegni presi con i suoi elettori.

I nostri connazionali all’estero hanno fatto registrare una sostanziale continuità con le precedenti elezioni, anzi in alcune nazioni hanno pure incrementato il divario con il centrodestra. Alla Camera dei deputati il Pd ha superato il Pdl di 15000 voti, attestandosi con l’Italia dei valori ad un 36,8% contro il 31,02% del Popolo delle libertà, mentre al Senato il Pd e IdV hanno raggiunto il 37, 24% contro il 33,9% del Pdl e il 7,453% del Movimento associativo italiani all’estero. Una performance che ha permesso di conquistare 9 dei 19 seggi disponibili contro i 7 del Popolo delle libertà. A chi chiede come è possibile spiegare una tale performance, Maurizio Chiocchetti parla dell’affidabilità dei candidati del Pd e dell’importanza che ha giocato il programma, specie in riferimento alla semplificazione dell’apparato statale. “Non va dimenticato – ricorda Chiocchetti – che questa gente vive in paesi dove la semplificazione è già una realtà e perciò ne comprendono pienamente il valore”.

Gli italiani eletti all’estero hanno le idee molto chiare sul da farsi e dichiarano che già sono al lavoro. “Nei prossimi giorni – dice Maurizio Chiocchetti – avvieremo una serie di incontri con il movimento di Riccardo Merlo e ciò non per accaparrarci seggi non nostri, ma perché vogliamo vedere se ci potrà essere una collaborazione politico-parlamentare tra noi e il Movimento associativo italiani all’estero”. Della possibilità di condurre delle battaglie nel nome dei nostri connazionali all’estero con il movimento di Merlo, Chiocchetti è molto fiducioso, come non nasconde la precisa volontà di incontrare i parlamentari del Popolo delle libertà per vedere quali margini ci sono e su quali tematiche in funzione di una probabile collaborazione.

Il programma dei rappresentanti degli italiani all’estero iscritti al Partito democratico si articola su due temi fondamentali: l’assegno di solidarietà e la riforma della legge sulla cittadinanza, quest’ultima riguarda non solo i nostri migrati, ma anche gli immigrati che vivono in Italia. Le problematiche dell’emigrazione sono dappertutto uguali e perciò “non possiamo ignorare – dice Chiocchetti – l’esigenze di queste persone”. In riferimento a questi ultimi, la proposta di legge che i parlamentari del Pd presenteranno vuole adeguare le tempistiche per il rilascio della cittadinanza italiana a quelle degli altri stati. In Italia affinché un immigrato possa richiedere la cittadinanza devono essere trascorsi 10 anni, mentre in Europa, ad esempio Francia e Germania, ne occorrono solo 5. Per quanto riguarda gli italiani all’estero, invece, i neoeletti nelle file del Pd voglio innanzitutto superare alcune incongruenze presenti nella Legge 91 del ’92. Questa, nonostante recepisca il principio della parità di trattamento, consentendo quindi l’attribuzione della cittadinanza italiana al figlio di padre o di madre italiani, pone, in quanto non retroattiva, il problema dei figli nati da madri italiane dopo il 1948.

www.partitodemocratico.it

 

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