Veltroni chiama Berlusconi: “Auguri di buon lavoro”

ROMA – “Come avviene in ogni grande democrazia occidentale ho ritenuto opportuno telefonare al leader del Pdl, Silvio Berlusconi, per esprimergli i miei complimenti e fargli gli auguri di buon lavoro”. Sono state queste le prime parole del segretario del Pd, Walter Veltroni, che dalla sala stampa allestita a pochi metri dal loft del Pd, ha ammesso la sconfitta elettorale. “Il risultato è chiaro – ha detto Veltroni -, anche se dobbiamo aspettare i dati definitivi: la destra governerà il paese”.

Dentro questo dato, sottolinea però il leader del Pd, “ci sono altre verità” ovvero “c’è un riequilibrio nei rapporti tra le forze di destra e la Lega a favore della Lega che ha avuto un successo consistente. Il Pdl ha visto calare i propri consensi “rispetto alle forze che lo compongono”, mentre c’è “un rafforzamento della Lega”. Veltroni ha anche sottolineato che “il Pdl dovrà presto sciogliere il nodo se essere un partito o rimanere un semplice cartello elettorale”.

“Il Paese ha ribadito con forza il proprio rapporto con la democrazia e le istituzioni”, ha aggiunto Veltroni, chiarendo di non condividere “i toni usati da alcuni sull’affluenza alle urne. Anche se c’è stato un calo del 3% si sono comunque recati alle urne l’80% dei cittadini”.

Quanto al futuro, il leader del Pd ha detto che “la nostra sarà un’opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno”.


Veltroni ha anche espresso la propria soddisfazione per il risultato del voto: “Noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l’Italia abbia mai avuto”.

“Ora – ha aggiunto – si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono”. Secondo Veltroni ”ora il Pdl sarà chiamato a sciogliere la sua decisione, cioè se sarà solo un’alleanza o un partito vero”.

Quanto al futuro, il segretario del Pd ha parlato di “opposizione al governo e convergenza per scrivere le regole: restano queste dopo il voto, così come lo erano prima del voto, le nostre due stelle polari”. Ma, ha aggiunto “manifestiamo la nostra piena disponibilità ad affrontare le riforme istituzionali, a mutare la legge elettorale della quale il paese ha bisogno”.

(14 aprile 2008)

www.repubblica.it

 

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