Veltroni: vittoria vicina

di Nino Bertoloni Meli (Il Messaggero)
ROMA (12 aprile) – Diavolo d’un Veltroni, quante ne pensa. All’ultima tappa del pullman il leader del Pd arriva a piazza del Popolo già zeppa e zuppa, la portiera si apre, Walter scende e chi c’è con lui, un politico, un ministro uscente? No, compare Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, l’autore del plurigettonato ”Mi fido di te” suonata per 110 volte a conclusione di ogni tappa nelle province assieme all’inno di Mameli. Alla manifestazione Walter Veltroni ha invitato, emozionati e tesi, il padre e il figlio di Gabriele Sandri, il tifoso laziale morto all’autogrill di Arezzo, laziali essi stessi e di simpatie politiche non certo di sinistra, il leader del Pd li ha abbracciati calorosamente.

«Siamo ormai vicini alla vittoria», annuncia nel tripudio di bandiere il leader. «Walter andrà a palazzo Chigi», annuncia Dario Franceschini. Il leader del Pd dedica il comizio finale a un settore particolare: gli indecisi. La quota di questi ultimi anziché ridursi rimane alta, e Veltroni cerca di parlar loro direttamente, si rivolge agli elettori di An, chiede loro «come possono accettare di votare per chi disprezza il tricolore o predica la secessione e adesso definisce un eroe quel Mangano pluricondannato per mafia. Che insegnamento diamo ai nostri giovani indicando come esempio quel tipo di persone?, Eroi sono Falcome e Borsellino». Quindi l’affondo: «L’Italia va amata, non usata, non si può dire che governare è portare la croce», e ogni riferimento al principale esponente dello schieramento avverso è volutamente non casuale.

Non poteva mancare la polemica sul ”baratto” presidenza del Senato a patto che Giorgio Napolitano si dimetta: «Sono pretese assurde, chi le avanza non ha senso dello Stato, chi definisce grulli gli elettori non può governare». Con rasoiata aggiunta: «Mi sono stufato di sentire gente che disprezza la Costituzione tranne il giorno che giura al Quirinale in modo da avere poi l’auto blu e i privilegi». Il bollo auto da abolire, ultima trovata notturna berlusconiana? «Un coniglio senza zampe, promessa economicamente non sostenibile», la definisce Veltroni. «Prima ha detto che il tesoretto non esiste e ora vuole usare quei miliardi per abolire il bollo», spiega Enrico Morando.

www.ilmessaggero.it

 

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