La casa, un diritto

“Dobbiamo arrivare a 100mila alloggi sociali investendo circa 3 miliardi di euro”. Prendendo parola all’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Walter Veltroni lancia il piano del PD per la casa. Un grande piano di edilizia popolare, che prevede un investimento di tre miliardi di euro per la realizzazione di centomila nuovi alloggi.

Un tema, quello del social housing, che “con il governo di centrodestra è stato completamente definanziato”. Il candidato premier del PD, davanti alla platea dell’Ance, garantisce un “fisco amico”, un nuovo modello di concertazione, definito con una metafora calcistica “a squadra corta”, crescita, sviluppo, occupazione e sicurezza sul lavoro sono le priorità.

E ancora, un piano sugli affitti per aiutare attraverso sgravi fiscali e, contemporaneamente, un giro di vite sull’affitto in nero. Un piano di dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato; l’individuazione di “una serie di grandi opere di interesse pubblico con scadenza fissata per legge”, e la garanzia di una giustizia con tempi rapidi e che assicuri la certezza della pena.

Serve insomma una “normativa fiscale che sostenga la casa”. Il leader del PD ha ricordato che nel programma del partito c’è l’aumento delle detrazioni per gli inquilini fino a “un limite di mille euro, oggi sono 300 euro, si avrebbe – spiega VELTRONI – un risparmio di 700 euro”. Quanto alla tassazione sul reddito d’affitto, il leader del PD ricorda che si punta ad un’aliquota unica del 20%. Infine occorre “aumentare la quota degli interessi detraibili sui mutui fino al 27%, ora è al 19% e fino a un tetto massimo di 8mila euro”.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AFFITTI, DI ACQUISTO DELLA PRIMA CASA DI ABITAZIONE E PER LO SVILUPPO DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE DA DESTINARE ALLA LOCAZIONE

Scheda sintetica

Nel quadro di una strategia complessiva di attacco ai problemi della casa, il disegno di legge proposto delinea tre linee di intervento principali.

In primo luogo, si introducono innovazioni fiscali mirate congiuntamente a rendere il mercato degli alloggi più trasparente, equo e sostenibile e ad alleggerire l’onere, per ciascun cittadino, di un affitto o di un mutuo per l’acquisto della prima casa.

In questo contesto si propone:

– l’aumento delle detraibilità ai fini IRPEF del canone di locazione dell’abitazione principale, prevedendo che ciascun titolare di un contratto d’affitto regolarmente registrato possa detrarre dalla propria imposta il 19 per cento dell’intero ammontare del canone di locazione corrisposto al proprietario dell’immobile, fino ad un massimo di 2.000 euro annui;

– la riduzione delle imposte sui redditi derivanti dall’affitto di immobili adibiti ad abitazione principale, attraverso un sistema di tassazione separata del reddito da locazione, all’aliquota sostitutiva del 20 per cento;

– l’aumento della detraibilità ai fini IRPEF delle rate di mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, attraverso l’elevazione da 4.000 a 6.000 euro dell’importo massimo detraibile;

– il rifinanziamento del “Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”, la cui dotazione viene incrementata di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011.

Il secondo fronte d’intervento punta a dare nuovo impulso all’edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, quale risposta concreta alla domanda di alloggi a costi sostenibili per le fasce sociali più deboli.
Al fine di ampliare l’offerta di alloggi in locazione a canone sociale, si prevede innanzitutto un incremento delle risorse per il “Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica” pari a 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011.

Ma la misura più significativa riguarda l’innovazione di approccio alla questione dell’edilizia residenziale pubblica, attraverso il coinvolgimento di soggetti investitori privati, con particolare riguardo alle società d’investimento immobiliare quotate (SIIQ) e dei fondi immobiliari, nella realizzazione di alloggi da destinare alla locazione a canone concordato, ad integrazione dell’intervento pubblico. L’obiettivo è quello di ridurre, per tale via, le situazioni di particolare disagio abitativo che si verificano con sempre maggiore frequenza nelle maggiori aree metropolitane del Paese.

Infine, il disegno di legge promuove lo sviluppo, anche nel nostro Paese, del cosiddetto social housing, ossia di partnership tra amministrazioni locali e investitori pubblici e privati per la realizzazione di alloggi destinati alla locazione a canone calmierato a soggetti che, avendo un reddito troppo alto per accedere all’edilizia residenziale pubblica, si trovano tuttavia privi delle risorse economiche sufficienti a far fronte ai canoni di locazione stabiliti dal mercato. Ad essere interessati da tale strumento sarebbero in primo luogo: giovani, giovani coppie, famiglie monoreddito, lavoratori e lavoratrici che devono trasferire la loro residenza, lavoratori temporanei e precari, studenti fuori sede e anziani pensionati autosufficienti.

Nel merito, il testo prevede l’istituzione di un’apposita Agenzia per la promozione dell’offerta di alloggi a canone calmierato, con il compito di promuovere, attraverso una precisa procedura, la ricerca e la selezione sul mercato di soggetti finanziari interessati al collocamento di risorse economiche in progetti pilota presentati dalle amministrazioni locali per la realizzazione di nuovi alloggi da destinare esclusivamente all’affitto, anche tramite l’utilizzo di aree e immobili di proprietà delle medesime amministrazioni.

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