Veltroni scrive ai sindaci dei piccoli comuni della Toscana: “Sono protagonisti della scommessa per il futuro dell’Italia”. Legge sui piccoli comuni priorità del PD per nuova legislatura.

Capraia (LI) con 360 abitanti, Vergemoli (LU) con 398, Sassetta (LI) con 553, Fabbriche di Valico (LU) 520, Orciano Pisano (PI) 599 e Abetone (PT) con 686 abitanti sono solo alcuni dei 141 piccoli comuni della Toscana, quelli a guidare la classifica, ai cui sindaci Walter Veltroni invierà una lettera nei prossimi giorni in cui li renderà partecipi dell’impegno che il Partito Democratico si assume per la prossima legislatura: far approvare il prima possibile la legge sui piccoli comuni. Questo è quanto è stato reso noto oggi in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il consigliere regionale Andrea Manciulli, segretario regionale del PD; Ermete Realacci, membro della segreteria nazionale e candidato alla Camera; Susanna Cenni, assessore regionale e candidata alla Camera e il consigliere regionale Marco Remaschi responsabile enti locali del partito in Toscana.


Un gesto necessario per sottolineare che questi centri ricoprono per il paese non un peso o un’eredità del passato ma una risorsa per difendere la nostra identità, le nostre qualità e investire nel futuro. In Toscana nei comuni con meno di 5000 abitanti (141 sui 287 di tutta la regione) vivono più di 344 mila abitanti, pari al 10% della popolazione e ci sono 648 parrocchie, il 26% del totale.
Partendo dalla constatazione di questa realtà, l’impegno che segretario del partito si assume è quello di dare priorità alla legge per la tutela e la valorizzazione dei piccoli comuni, che ha come primo firmatario Ermete Realacci, che è stata approvata a larghissima maggioranza alla Camera dei Deputati dopo un percorso che vide partecipare alla sua stesura anche soggetti esterni al parlamento: varie associazioni o aggregazioni di quel mondo economico toccato dalla legge (Coldiretti, Legambiente…). E si è arenata al Senato a causa della fine anticipata della scorsa legislatura. Il Partito Democratico è convinto che per l’Italia è fondamentale valorizzare al meglio questo patrimonio di storia, bellezza, identità, coesione sociale legato ai territori, ed è per questo che ha messo l’approvazione definitiva di questa legge tra le priorità dei primi 100 giorni della nuova legislatura.
Proprio Realacci ha ricordato come “i piccoli comuni sono l’immagine dell’identità italiana: i paesaggi, il patrimonio artistico, i segni della storia, la cultura enogastronomia, lo stile di vita. In questi territori vengono prodotti più del 99,5% dei prodotti tipici certificati, il 93% delle DOP e delle IGP e il 79% dei vini pregiati. E sono sempre più spesso – aggiunge – anche il laboratorio di un nuovo made in italy: di attività che puntano all’eccellenza e la raggiungono mettendo l’innovazione al servizio della tradizione e del territorio, che usano le nuove tecnologie per rinnovare i saperi antichi e raggiungere mercati lontani”. “Per tutto questo è necessario innanzitutto garantire, rendendoli più moderni ed efficaci, i servizi essenziali per le comunità: scuole, presidi sanitari e di sicurezza, uffici postali, piccoli esercizi commerciali, parrocchie. Ed è fondamentale favorire la diffusione delle nuove tecnologie, come la rete Wi-max, che possono permettere attività economiche avanzate e la presenza di giovani anche in zone difficilmente raggiungibili dai collegamenti internet con le reti attualmente utilizzate”.
Per Andrea Manciulli “c’è da battere l’idea di un paese in declino. E il nostro paese per andare verso il futuro non deve lasciare indietro nessuno, aspirare a una qualità della vita maggiore anche nelle zone più difficili, per esempio, per un collegamento internet: ci deve essere qualità tecnologica in ogni angolo del paese. Per un’Italia moderna il Partito Democratico considera tutti come protagonisti, anche la Toscana dei piccoli centri”.
Susanna Cenni ha evidenziato come “la Toscana già da tempo ha posto attenzione verso i piccoli comuni e, già dalla scorsa legislatura, l’impegno si è tramutato in leggi e progetti concreti, molti dei quali già realizzati. Faccio riferimento, ad esempio, a quelli sul commercio nei piccoli centri o allo stanziamento del contributo di 2 milioni e 800 mila euro per i mercati e spacci locali che per i primi progetti realizzati ha già dato sbocco a 3000 agricoltori”.
L’assessore regionale e candidata alla Camera in Toscana ha proseguito ricordando “il progetto sugli impianti a biomasse capaci di produrre non solo energia ma anche calore ha reso possibile la copertura del fabbisogno di 700 abitazioni. Grazie a questi impianti è stato possibile il risparmio di 100mila tonnellate di anidride carbonica. Se tutte queste iniziative trovassero un supporto normativo nazionale si porterebbe andare avanti in questa direzione con maggiore forza”.

PICCOLI COMUNI IN NUMERI

  • In Italia i piccoli comuni sono 5835
  • Rappresentano il 72% degli 8100 comuni italiani, il 54% del territorio nazionale.
  • Vi vivono circa 11 milioni di cittadini – il 19% della popolazione italiana – e quasi altrettanti mantengono con loro legami particolari.
  • Un dato interessante che emerge è che nei piccoli comuni la popolazione è cresciuta in un decennio dello 0,83%, più del doppio della crescita nazionale che si attesta allo 0,38%.
  • Nel 99,5% dei piccoli comuni si trovano prodotti tipici certificati. Qui vengono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP accanto al 79% dei vini pregiati
  • Ben 10279 parrocchie italiane (il 39,6% del totale) si trova nei comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti

Fonte: http://www.pdtoscana.it/site/home.asp

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