Veltroni in Lombardia: «Solo questo partito può risollevare l’economia»

Andrea Carugati – L’Unità

Fisco «amico» è la parola d’ordine di Walter Veltroni. «Un fisco per lo sviluppo e l’equità», è il titolo del disegno di legge presentato ieri dal leader Pd, insieme ai titoli di altri 11 ddl che, in caso di vittoria, saranno approvati dal primo Consiglio dei ministri.L’obiettivo di Veltroni è la crescita, perché «o il paese volta pagina o il rischio di declino è elevatissimo». Dunque anche il fisco deve spingere in questa direzione: la crescita del Pil.
Ed essere amico, o almeno non ostile nei confronti dei cittadini che «rischiano e intraprendono», delle piccole e medie imprese. E “amico” anche dei salari dei lavoratori dipendenti: «Salari, stipendi e pensioni devono essere capaci di reggere il costo della vita: o alimentiamo la domanda interna o altrimenti si alimenta la spirale recessiva».Ecco dunque i capisaldi del ddl sul fisco: detrazioni per i salari più bassi (sotto gli 8500 euro) già da luglio 2008, poi una detrazione del 23% sul salario di secondo livello (che porterà un incremento della parte salariale), l’innalzamento da 30 a 50mila euro del tetto per il pagamento a forfait per gli autonomi e infine il piatto più forte: da gennaio 2009 la riduzione di un punto percentuale l’anno delle aliquote Irpef per tre anni.E ancora, una serie di modifiche agli studi di settore nell’ottica della semplificazione: l’esclusione delle imprese in monocommittenza e contoterziste (che producono componenti per le grandi industrie); la non retroattività dell’entrata in vigore degli studi di settore; viene poi esclusa la reiterazione degli accertamenti.

Quanto alla copertura di questa manovra fiscale (i costi previsti sono 6,7 miliardi nel 2009, 13,6 nel 2010 e 20,6 a partire dal 2011), il Pd punta sulla riduzione della spesa corrente, la lotta all’evasione e, infine, una previsione di crescita all’1,3%. Gli altri 11 ddl che sono stati annunciati ieri riguardano: ricerca, ambiente, mezzogiorno, sicurezza, giustizia, lavoro, immigrazione, famiglia, donne e casa.

Il leader Pd accompagna la sfida su fisco e salari con una serie di rassicurazioni sul “come” la nuova stagione si tradurrà nella sua azione di governo quotidiana: «Bisogna scrollarsi la scimmia di dosso», ha detto parlando in mattinata alla Coldiretti.

«La scimmia dei veti, della difficoltà di prendersi la responsabilità di decidere. Non si può non ascoltare, ma poi bisogna decidere». «Solo una coalizione seria e stabile che sfidi i conservatorismi e i retaggi del passato può reggere la sfida di risollevare l’economia», assicura Veltroni. «Se vinciamo le elezioni a governare sarà un partito solo, un solo gruppo parlamentare, un solo programma e un leader e non si dovranno più fare riunioni di coalizione.

Potremo davvero fare quello che ci siamo impegnati a fare». E il Pdl? «Da quella parte c’è la reiterazione di un quindicennio in cui si è visto come sono andate le cose: 15 anni di un Paese imballato che ci sono costati 11 punti di Pil».

Ancora sul Pdl, dal palco di Mantova, 4mila persone in piazza Stradivari ad ascoltare (in serata “tutto esaurito” al palazzetto di Bergamo): «Un partito che nasce in un giorno sul predellino di una macchina non può essere un partito coeso e forte. In tv si vedono poche e sparute bandiere del Pdl e tante dei singoli partiti».

Critiche sì, ma quando la piazza mantovana fischia Berlusconi, Veltroni mette uno stop: «No, noi non siamo così, non fischiamo nessuno, non facciamo a pezzi i programmi».

Fair play, ma il leader Pd attacca ancora, sulle liste: «Noi abbiamo Colaninno (con lui sul palco), Veronesi, De Sena. Non voglio fare paragoni con le candidature di altre liste, sarebbe troppo facile. Che cosa univa Mastella e Caruso se non l’idea di vincere le elezioni? E la stessa cosa vale ancora dall’altra parte: che cosa unisce Mussolini e Ciarrapico con Pisanu e Gianni Letta, persone che hanno a cuore questo Paese?».

Ieri pomeriggio, al Loft del Pd, sono state presentate anche le liste per il voto all’estero. Ci sono ricercatori, operai, pensionati e imprenditori, candidati che «rappresentano tutte le generazioni di italiani all’estero», assicura Maurizio Ciocchetti.
«Siamo tutti Vip, Very Italian People», è lo slogan della campagna. Confermati gli otto parlamentari uscenti, tutti capilista, le donne sono il 50%. Un pullman, in partenza oggi da Lugano, girerà l’Europa, con lo slogan «Si può fare» in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

wwww.partitodemocratico.it
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