L’ambientalismo del fare

“Un vero ambientalista contesta le discariche e non i termovalorizzatori; preferisce che i rifiuti producano energia, piuttosto che finire all’interno delle discariche”. A sostenerlo il leader del Pd, Walter Veltroni, che oggi in un tour tutto bolognese ha visitato il termovalorizzatore del Frullo, a Granarolo dell’Emilia.

“Parliamo del Paese, parliamo delle sue esigenze, dell’ambiente e del fatto che mi piacerebbe che si contestassero le discariche più che i termovalorizzatori”, ha detto Veltroni, facendo notare che “in tutti i Paesi europei ci sono circa 388 termovalorizzatori e che qui c’è da 30 anni”.

Il segretario del Pd ha anche spiegato di essersi informato circa le valutazioni sulle conseguenze sulla salute dei cittadini, e ha chiarito qual è la sua idea: “I rifiuti sono un problema perché non si è avuta la capacità da parte di nessuno nel corso di questi anni di prendere una decisione. La linea non può che essere: raccolta differenziata e ciclo moderno di smaltimento dei rifiuti”.

“Qui arrivano rifiuti con cui si produce energia elettrica che potrebbe illuminare una città come Verona”, ha proseguito il candidato premier del Pd, osservando che “non si capisce perché non lo si debba fare. Dopo di che sono assolutamente d’accordo sul fatto di avere, come si sta facendo, tutti i livelli di controllo, di verifica da tutti i punti di vista delle emissioni che vengono fatte. Se ne sono stati fatti 388 in tutta Europa – ha fatto notare – immagino che questo avvenga perché ormai questi livelli di tecnologia riescono a ridurre le emissioni entro i livelli che sono compatibili”.

Dei veri ambientalisti, ha chiosato infine Veltroni “preferiscono avere dei rifiuti che producono energia, piuttosto che avere discariche che sono quelle ecologicamente più pericolose”.

L’intervento del candidato premier al termovalorizzatore del Frullo si innesta perfettamente in quella che è l’idea di ambientalismo del Pd. Idea che è stata tradotta efficacemente con lo slogan “l’ambientalismo del fare”, opposto alle politiche del “no” e dei veti, che tutto hanno fatto fuorché produrre risultati apprezzabili in termini di ecosostenibilità e di sviluppo di fonti alternative di energia.

Il capitolo de “l’ambientalismo del fare”, specie in un momento delicato come questo dal punto di vista sia globale – caratterizzato da forti cambiamenti climatici e dal crescente inquinamento ambientale – sia locale – con l’emergenza legata all’accumulo di rifiuti nelle strade della Campania – ricopre un’importanza decisivo nel programma di governo del Partito democratico.

In uno dei dodici punti basilari del progetto di cambiamento del Paese del Pd, si mette in chiaro che l’obiettivo che si pone il Pd in materia è quello di “rottamare il petrolio” e mettere in atto un piano che in dieci anni realizzi la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati.

In campo energetico l’auspicio è che si faccia maggiore ricorso al mercato e ai prezzi, mentre proprio per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti, si punta ad un incremento della raccolta differenziata e degli impianti di rigassificazione. In sostanza, basta con l’ambiebntalismo del no: proporre nuove infrastrutture, valutare coinvolgendo tutti, ma quando si è deciso, realizzarle.

S.C.

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Una risposta a “L’ambientalismo del fare

  1. Bravi ragazzi!
    credo che questo sia uno dei punti piu importanti del programma, basta con le politiche di nimby, basta con queste demagogie spicciole!
    Abbiamo bisogno di fatti, non di ideologie!

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