Veltroni: “Un’impresa in un giorno”

“Voglio prendere un impegno: lo Stato deve stare dalla parte di chi produce ricchezza, perciò noi proponiamo di rendere possibile fare una impresa in un giorno”. Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, incontrando i rappresentanti di Confartigianto illustra uno dei punti cardine del suo programma. “La mia ossessione – dice – è fare dell’Italia un Paese semplice, chi lavora ha sulle spalle un gigantesco elefante che rende la vita difficile a chi ha la cultura del rischio come l’imprenditore”.

Semplificazione. E’ questo il concetto chiave attorno al quale ruota la strategia su cui il Pd punterà per fare ripartire il treno della crescita. “L’imprenditore – spiega Veltroni – fa un’autocertificazione, ottiene le garanzie di sicurezza dalla Adl e comincia a lavorare. Poi sarà lo Stato a fare il controllo a valle”. Chiara la volontà di un’immediata inversione di tendenza: “L’Italia – prosegue il segretario del Pd – è un Paese lento, in cui servono 280 adempimenti per aprire una carrozzeria”. Ora bisogna cambiare, “avere fiducia nei cittadini, che se tradiscono questa fiducia verranno puniti. Ma non possiamo continuare ad essere come siamo oggi, uno stato prussiano a monte, che poi chiude gli occhi sui controlli”.

Veltroni ha le idee chiare, e sottolinea che la proposta di “una impresa in un giorno” non è la solita promessa da campagna elettorale, ma un impegno preciso che “che corrisponderà ad un provvedimento di legge”. L’imperativo, d’altronde, è quello di tornare a crescere. “Se l’economia italiana subisce una crescita inadeguata ed è ultima nelle classifiche europee, questo produce una pesante contrazione per i lavoratori”.

Una stagione di grandi riforme, innovazioni, liberalizzazioni. Questo è l’obiettivo che si pone il Pd. Una stagione diversa da quelle che hanno contraddistinto gli ultimi quindici anni. “Dobbiamo tornare a crescere, questa è l’emergenza del Paese, e per farlo occorre rendere le cose facili”. Veltroni cita alcuni esempi di governi, come “Zapatero e Aznar in Spagna o Thatcher e Blair in Gran Bretagna, che hanno governato per otto o dieci anni e hanno cambiato la pelle al loro Paese”, proprio mentre in Italia si andavano via via perdendo 11 punti di Pil: “Noi siamo da anni con le stesse persone, gli stessi linguaggi, e non è cambiato nulla”.

S.C.

Fonte www.partitodemocratico.it

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