Fiducia nei leader Veltroni batte Berlusconi

Se il voto ai partiti andasse di pari passo con la fiducia accordata ai loro leader, tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi non ci sarebbe partita: vincerebbe il primo 51 a 39. Questo è l’esito del sondaggio Swg, che ha intervistato mille persone ponendo una domanda semplice-semplice: quanta fiducia hai nei confronti di Veltroni e Berlusconi?

Il divario tra i due contendenti, in termini di capacità di conquistare fiducia, è sempre stato netto, a vantaggio del leader del Pd, a partire dal settembre 2006, quando Veltroni era attestato al 52% (sommando le risposte di chi gli accordava “molta fiducia” e “abbastanza fiducia”), mentre Berlusconi non andava oltre il 31 per cento.

Una forbice che si è ristretta e poi ancora allargata, con andamento discendente e risalente per entrambi, con Veltroni che non è mai sceso al di sotto del 44% nella fiducia degli eventuali elettori e con Berlusconi che solo una volta (nel luglio scorso) ha varcato il 40%, toccando il massimo: 41%. Il distacco meno consistente c’è stato nell’ottobre scorso, quanto la fiducia in Berlusconi riscuoteva il 39% e Veltroni era sceso al 44%.

Ma poi tra dicembre dell’anno scorso e gennaio di quest’anno il gap si è nuovamente allargato, con Berlusconi sceso al 34% e Veltroni che oscillava tra il 45 e il 44%. E da gennaio Veltroni, in termini di fiducia riscossa, ha ripreso il volo, portandosi prima al 46% e poi all’attuale 51%, mentre Berlusconi è fermo al 39%.

L’allargamento del divario tra i due leader riguardo alla fiducia che i cittadini ripongono nei loro confronti corrisponde alla crescita dei consensi verso il Pd riscontrata da tutti i sondaggi delle ultime settimane. “Sotto il profilo della dimensione comunicativa – afferma il presidente dell’Swg Roberto Weber, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it – c’è stata un’accelerazione del Partito democratico. Questa settimana, dal 13 al 19 febbraio, il Pd ha guadagnato almeno un punto percentuale”.

Secondo il sondaggista “i punti di distacco tra le due principali coalizioni (Pdl+Lega e Pd+Idv) sono circa 6-7. Nel centrodestra c’è una fase di stallo e indubbiamente lo strappo di Casini è erosivo per il Popolo della Libertà. Quelli del Pd, invece, sono entrati in un ottimo treno di comunicazione, dettano i tempi e i ritmi della campagna elettorale. Gli altri attori, in questa fase, fanno molta fatica”.

Weber evidenzia come negli ultimi mesi la rimonta del Pd sia stata fortissima, e il trend sembra poter continuare con il passare delle settimane. “Il Pd – afferma – ormai non è molto lontano dal Popolo della Libertà. A settembre il Partito democratico stava sul 22-23%, adesso ha tra 10 e 13 punti di più. Ha recuperato credibilità nell’elettorato in un mese. C’è una progressione costante. Credo che adesso sia già oltre la percentuale che prese l’Ulivo”.

Veltroni, insomma, sembra che stia “consolidando un patrimonio che fino a cinque mesi fa era esiguo. Costringe gli altri sempre a inseguire, anche sulle candidature pulite. All’interno del serbatoio del centrosinistra il Pd sta facendo il pieno, portando via qualcosa anche alla Sinistra Arcobaleno”. L’analisi di Weber sul centrodestra è abbastanza critica, soprattutto alla luce dello “strappo” dell’Udc, della confusione legata ai motivi di contrasto tra Fini e Berlusconi, e della litigiosità mostrata dalla coalizione per la designazione dei candidati alle amministrative in Sicilia e a Roma. L’unica nota positiva per il centrodestra, in questo periodo, è rappresentata “dall’ottimo andamento della Lega Nord: si può dire – conclude Weber – che stanno su grazie al Carroccio”.

S.C.

wwww.partitodemocratico.it
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