«I cattolici? Sentono il Pd come il loro partito»

di Virginio Rognoni (www.corriere.it)

L’uscita di Rutelli dal Partito democratico ha provocato una serie di opinioni sulle conseguenze che si possono avere. Non tanto all’interno del partito dove le risposte a Rutelli, anche da parte di chi gli era più vicino, sono state fin troppo sobrie e prevalentemente contrarie, quanto nelle analisi uscite sulla stampa e provenienti da posizioni diverse. Ancora una volta è stato il progetto del partito democratico ad essere variamente giudicato. Si è parlato del fallimento della auspicata fusione fra culture politiche diverse e, però, di un «partito mai nato»; di un partito che si modella, anche per la vittoria di Bersani, come l’ennesima riposizione dei DS: chi non viene da quella esperienza, che risale, in definitiva, al P.C.I., è solo un «indipendente», un indipendente di sinistra. Ancora, con Bersani si torna al centrosinistra con il famoso trattino; non c’è un partito nuovo ma una sorta di confederazione fra una «sinistra» (il vecchio DS) e un «centro» (la vecchia Margherita). Francesco Rutelli – si continua – ha inteso e interpretato tutto questo e, con la uscita dal Partito, si accinge, secondo alcuni, a far da ponte fra il PD e l’UDC (ma perché uscire da un partito con la prospettiva di una alleanza con il partito che si è lasciato?); secondo altri e, secondo lo stesso Rutelli, Egli si adopererebbe per la formazione di un quadro politico – culturale nuovo, a sostegno di una politica moderna e innovativa che rovesci i tavoli esistenti. Continua a leggere…

Pd, Bersani proclamato segretario: “Adesso prepariamo l’alternativa”

ROMA – Una sfida che esclude scorciatoie: “Costruire il partito, preparare l’alternativa”. Pierluigi Bersani traccia così, davanti alla platea dell’assemblea nazionale che l’ha appena proclamato segretario del Pd, il cammino che vuol far intraprendere ai democratici. Un partito “popolare”, “giovane e che chiede di essere giovani nel cuore”. Che non deve cedere alla nostalgia, che sarà “plurale” ma non deve scivolare “nell’anarchismo e nella feudalizzazione”, che avrà una dirigenza fatta anche da volti nuovi. E che lavorerà sulla questione morale, dandosi “strumenti efficaci per dissociare il partito e il suo buon nome dalle deviazioni dei singoli”. Continua a leggere…

Cacciari: «Questo Pd è il vecchio disegno di D’Alema. Non mi interessa»

ROMA — «Non intendo più candidarmi a nulla. Nel 2010 non farò più il sindaco di Venezia, né il deputato. Basta. Quante volte occorre essere sconfitti in una vita?».

Massimo Cacciari si ritira? «Continuerò a dire la mia, ma non accetterò più impegni organizzativi. Ho già dato, serve realismo. Trent’anni fa speravo con altri di poter imprimere una svolta al Pci. Poi ci ho provato con Occhetto, quindi con il partito dei sindaci, con l’Asinello di Prodi, con la Margherita e infine con il Pd. Quel che ora dice Rutelli io l’avevo detto molto tempo prima. A chi dovrei continuare a predicare?». Continua a leggere…

Rutelli: sì, lascio il Pd. Questo non è il mio partito

ROMA — Francesco Rutelli, 55 anni, volta di nuovo pagina. 

Lascia il Partito democratico?

«Sì».

Eppure lei è stato uno dei fondatori di que­sto partito, nato da pochissimo tempo. La cre­atura è ancora piccola e lei va già via di casa?

«Il Pd non è mai nato. Nonostante la passio­ne e la disponibilità di tanti cittadini, non è il nuovo partito per cui abbiamo sciolto la Mar­gherita e i Ds. Non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non può essere il mio partito».

Si è pentito di aver sciolto la Margherita?

«Vede, abbiamo posto tre condizioni, sospen­dendo l’attività della Margherita: niente appro­do nel socialismo europeo; ma siamo finiti lì. Basta collateralismo, basta vecchie cinghie di trasmissione tra politica, corpi sociali, interessi economici; ma le file organizzate di pensionati Cgil, alle primarie, dimostrano che non ne sia­mo fuori. Pluralismo politico; ma anziché crea­re un pensiero originale, si oscilla tra babele cul­turale e voglia di mettere all’angolo chi dissen­te. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra».
Continua a leggere…

Bersani segretario: “Un PD di opposizione e di alternativa”

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia” ha commentato su Twitter.
Continua a leggere…

Il 25 ottobre le primarie nazionali del PD

Scuola, la Camera approva la proposta PD: i professori in graduatoria potranno essere assunti

Approvata la proposta PD a tutela dei precari. E’ stata varata dalla Camera la nuova versione dell’emendamento al DL tutela precari riguardante la possibilita’ di trasformare i contratti a tempo determinato in tempo indeterminato sulla base delle graduatorie ad esaurimento. Una modifica approvata all’unanimità mentre il testo iniziale del decreto del governo precludeva a chi era nelle graduatorie la maturazione di anzianità per l’immissione in ruolo. Continua a leggere…